LA NASCITA E LE SUE TAPPE
PRIMA, DURANTE E DOPO
Per saperne di più

Durante i nove mesi di gravidanza non capita spesso di farsi domande organizzative e burocratiche sul giorno del parto, eppure è importante sapere come muoversi in ospedale quando arriva il fatidico momento.
Accettazione in Pronto Soccorso

Se si hanno contrazioni regolari, quindi piuttosto lunghe (da 60 a 90 secondi) e abbastanza frequenti (distanziate di 2 minuti l´una dall´altra) è il momento di recarsi nella struttura prescelta per il parto.
Raggiunto il Pronto Soccorso di tale struttura la mamma effetta l´accettazione supervisionata da un´ostetrica che esegue un monitoraggio cardiotocografico per valutare lo stato di benessere generale del feto e la presenza di contrazioni.
Controllo delle contrazioni

Il personale medico si accerta che le contrazioni siano regolari e che si stia verificando una corretta dilatazione dell´utero (a 3 o 4 centimetri di dilatazione la gestante è accompagnata in sala travaglio).
Se non si è raggiunta una dilatazione sufficiente la donna verrà lasciata in attesa in accettazione, mentre se le contrazioni si presentano prodromiche (cioè irregolari) verrà invitata a tornare a casa in attesa del momento giusto.
Ricovero in sala travaglio

La sala adibita al parto è in genere provvista di lettino, poltrona e doccia. Varie strutture ospedaliere offrono anche attrezzatura come musica, palloni, vasche di acqua calda che possono aiutare la mamma a gestire il dolore.
Continuano in questa fase le visite ginecologiche da parte dell´ostetrica ed i monitoraggi, per controllare costantemente l´evolversi del travaglio.
L´anestesia epidurale

Se richiesta in precedenza con annessa visita anestesiologica, tale anestesia può essere effettuata raggiunta una dilatazione dell´utero che va dai 3 ai 7 centimetri.
Questo tipo di analgesia attenua i dolori del parto ma fa percepire comunque la stretta delle contrazioni per permettere alla mamma di comprendere il momento in cui dover spingere.
L´anestetico è iniettato, ovviamente da un anestesista, mediante un piccolo cateterino posto a livello lombare.
La fase espulsiva

Con la dilatazione dell´utero a 8-10 centimetri il parto ha davvero inizio.
La mamma, guidata dall´ostetrica, effettuerà diverse spinte per aiutare il bambino a fuoriuscire dal canale del parto e potrà farlo nelle posizioni che preferisce ed in cui si sente più a suo agio.
La nascita
Il bimbo fuoriesce dall´utero e viene subito consegnato in braccio alla mamma; successivamente viene tagliato il cordone ombelicale, quindi il bebè viene pulito e visitato prima di essere nuovamente dato alla mamma.
Il secondamento
Rappresenta l´ultimo sforzo necessario da parte della partoriente, in cui, con un ennesima contrazione e spinta, viene espulsa la placenta.
Segue poi il controllo dell´eventuale episiotomia effettuata (un taglio tra la zona perineale e l´ano utile per facilitare la fuoriuscita del bambino) con l´applicazione di punti di sutura in anestesia locale.
La famiglia unita

Subito dopo la nascita, mamma, papà e figlio, vengono lasciati da soli per qualche tempo, al fine d´instaurare la prima intesa ed il primo calore familiare.
Successivamente la mamma rimarrà in ricovero per 48 ore in caso di parto naturale con assenza di complicazioni; durante la degenza sarà sottoposta ad analisi e visite di routine.
Alcuni ospedali permettono di effettuare il "Rooming In", ovvero la mamma può tenere il proprio bimbo in camera con sè e seguirlo in tutto e per tutto.
Nel caso in cui si scelga la prassi più comune, il bimbo è seguito da personale specializzato, in un nido distaccato dalle camere di degenza.
LE ISOLE EBRIDI


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